• Roberto

Qui è altrove

Lontano aspetto il tempo

mentre in me assopisce e sfalda

l’attesa complice. Non so

trattenermi, avvitato a una sedia

che mai girai verso il balcone,

di lato

e che mai uscì con me, là fuori

per ascoltare più da vicino

il merlo amico.

“E’ Primavera”, ti dicevo

quando il suo fischio primo giungeva…

un punto nero, in mezzo al gelo

del piazzale fiorito, per tuo artificio.

Libero, lo vedevo, eppure costretto

a tornare, alla stagione fissata

come se l’ancora avesse gettato

in questo, che mai per me fu mare.

Accostato al vetro appannato

respiro l’affanno e un po’ gemo

al ricordo, che oggi presenzia.

Lo riconosco, si dondola,

seduto sull’orlo più lungo del letto,

quasi al ciglio, come per alzarsi.

Ha corti i capelli e labbra spaccate,

la pelle lucida cosparsa di peli

rivela l’età, che ancora è muta.

E dimmi, madre,

perché i tuoi occhi non raggiungevano

quello sguardo fissato

e lacrime aggiungevano, a guance già esauste

che arsura agognavano cercando un poiché.

Dimmi, se puoi, chi ero e chi eri

e perché credi di avermi salvato,

mentre libertà ti chiedo, e mi prendo.

Si è scrostata la vernice dai legni,

il vetro si tiene, ma non tiene

più il pensiero. Rimbomba

tra le mura l’urlo…

Mi chiamo per nome,

qui, dove altrove cercai e altrove

ora sento, nell’eco di versi

che prima…primi avrei voluto.

E tu, nella stanza

accanto, che parli ancor meno,

so quanto ascolti e quanto trattieni

mentre vedi la scimmia che beve il suo tè.

Padre, che chiamai e che chiamo

dimmi perché, perché trattieni

la Parola, e perché non tenevi

anche se dalla nuca grigia vedevi.

Assolo. Di musica amara

e di canto. E’ aperta

la porta della stanza, ancora è giorno.

Anche stanotte ti chiuderò,

per non fuggire, per non alzarmi…

Ma ora non è allora e sognerò,

come sperai e mai feci finora…Ora.

Ora qui è Altrove.

1 visualizzazione

Post recenti

Mostra tutti

Alla fermata

Ha il colore del buio la via verso casa. Gelida è la sera un cancello attraversa la strada. Fende il selciato con un’ombra che prima non v’era sui mattoni, sull’acciottolato scintillanti della prima r

FA4

Non posso vederti, ora mentre sulla soglia del sonno potrei raccontarti la pace. Indugio. Temo di scorgere i sogni che ti figuravi e che lasciavi abbozzati, in un tratto represso, ma smanioso di talen

Non t'illumini la sera

Asseconda lo sguardo, il confine è caduto e l’orizzonte non traccia alcun varco. C’è altro cielo, oltre l’azzurro del muro che t’affronta e ti conforta. C’è altro vento, oltre il vetro ossidato che ti