• Roberto

Ripetizioni

È questa finestra

che il mio sguardo passa la notte

tra le luci degli altri. Ci riposa

nel dire ubriachi del tempo,

nel raccontarsi di un madido giorno

passato alla ruota, criceti sociali,

macchie seriali che si credono arte

di pointillisme. E si indugia tra i tetti,

tra i miagolii in calore alla luna

levati a camini in disuso, perché quel sacro

s’è spento ormai nell’acciaio.

Ci si illudeva, negli angoli bui,

nelle strade pisciate tra le case dabbene,

di essere altro, altro fuoco, altro verbo,

la fiaba di un mondo che ancora non c’era.

Una volta, ci si illudeva

e si stava con gli occhi di vetro,

senza pareti, senza barriere

a separarci, senza alcun fuori.

Si era la vita che nomina il vento,

che passa distratta tra i marciapiedi

segnando una via. Si era seguiti

dal nostro tempo, fiamme leggere

che incendiano i sassi

e bruciano il mare.

Si era promessa, troppo sfuggenti

per dirsi al presente. Si era scommessa,

l’azzardo vincente di chi s’incontra

all’ombra di un verso.

Ma il cielo si è perso

e la nebbia confonde il mio essere sera

nella notte che fuori mi sguarda

nello specchio di una chimera.

4 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

Roma

Qualcosa che non so dire che non so pensare, non oso, non odo. L’odore dei passi misto al sartiame e la polvere da sparo che ci consegna per sempre al sale. Quanto, di questo, che è un altro mare, che

Doppio battesimo

Tu sali le scale e miagolando m’approvi, seduto al riparo di un appuntamento. Mi punge la schiena, un gabbiano sovrasta la croce illuminata sul campanile. Anche Cristo è sfrattato, i suoi resti per st

Nevermore

Chissà se finisce tutto qui se la luce si è spenta o un andirivieni ci attende. Cascate, sentieri, ognuno a rimuginare su quelli che un tempo sono stati pensieri. Chi sa non parli. Troppa è la vita ch