• Roberto

Sacro mare (Via meridiana)

Raccontami ancora della bellezza di un cerchio di pietre, di una promessa di un cero, di un canto, di una preghiera. Pensiero si smuove nel faticare che lento trascina l'ombra dei giorni. Assoli di cigni, d'increduli corvi alla scoperta di essere nudi, e bianchi, e cantare con voce sottratta agli usignoli dentro alla trama d'altri vissuti. Raccontami il pane, del sale versato degli occhi a me dati, di sguardi caduti dentro a due labbra. Racconta la rena, le danze, i falò: racconta la cenere e ciò che non sei. Resti parola, la tua, per dirmi chi sono rimasto, dove ho rimato, quale tra i rami sia arso dal tempo e quale i profumi di primavera dica in boccioli che annodano lenti le nostre due mani. Raccontami piano e lento sia il dire: non capiremo, ma tu raccontami il nostro silenzio.

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