• Roberto

Savane (Il mare di queste notti)

Savane (il mare di queste notti)

Nero e colori

frammezzo alla soglia. Di bianco

c’è solo la pelle, più di un lembo,

più del volto di un solo pensiero.

Odore di fumo e caffè,

ma è notte

e l’aroma è interrotto.

Si suonano voci tra gli sbadigli,

una mano spariglia la carta

carbone e il nome si perde

nel rotolare di gomme su strada.

Si sente una voce da questa strada. “Cavalli”, ma è notte. Anche per loro, frusciare di folte criniere di il morbido sonno di un altro divano. Mi guardi, ti rapisco. Si va camminando tra reti stanche e passeggiate in affitto. Calda

la notte senza lenzuola

e una pelle che fa da sudario.

Fotografie su carta d’argento

e un gemito incide la notte.

Miagolio tra le lune.

3 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

Roma

Qualcosa che non so dire che non so pensare, non oso, non odo. L’odore dei passi misto al sartiame e la polvere da sparo che ci consegna per sempre al sale. Quanto, di questo, che è un altro mare, che

Doppio battesimo

Tu sali le scale e miagolando m’approvi, seduto al riparo di un appuntamento. Mi punge la schiena, un gabbiano sovrasta la croce illuminata sul campanile. Anche Cristo è sfrattato, i suoi resti per st

Nevermore

Chissà se finisce tutto qui se la luce si è spenta o un andirivieni ci attende. Cascate, sentieri, ognuno a rimuginare su quelli che un tempo sono stati pensieri. Chi sa non parli. Troppa è la vita ch