• Roberto

Savane (Il mare di queste notti)

Savane (il mare di queste notti)

Nero e colori

frammezzo alla soglia. Di bianco

c’è solo la pelle, più di un lembo,

più del volto di un solo pensiero.

Odore di fumo e caffè,

ma è notte

e l’aroma è interrotto.

Si suonano voci tra gli sbadigli,

una mano spariglia la carta

carbone e il nome si perde

nel rotolare di gomme su strada.

Si sente una voce da questa strada. “Cavalli”, ma è notte. Anche per loro, frusciare di folte criniere di il morbido sonno di un altro divano. Mi guardi, ti rapisco. Si va camminando tra reti stanche e passeggiate in affitto. Calda

la notte senza lenzuola

e una pelle che fa da sudario.

Fotografie su carta d’argento

e un gemito incide la notte.

Miagolio tra le lune.

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