• Roberto

Se la notte sentissi silenzio

È troppa la luce stasera,

spegnine un angolo, lasciaci

uno scampolo di buio. Desiderarti

è semplicemente un inferno.

Una donna che passa lungo la via

mi chiede il mio nome.

Le rispondo “Chissà”.

Getto anche i vetri, guarderò fuori

dritto nel vento. Il tuo profumo,

maledetto, è l’aria che nutre anche i rami,

che smuove gli scalmi, che sferza le reni.

Sì, sto navigando, e vorrei incontrarti

sul ciglio dell’ovvio, e poi scantonare,

perdersi senza alcun senso tra i prati,

rigurgitando ogni pietra al sentiero,

per farci strada, per fare

qui questo amore.

Ma tu, dove sei? Dove sogni se il cielo,

il cielo si è perso dentro ai tuoi occhi?

Scendi qui in strada, qui

ci consola, a volte

ci si racconta di essere amore,

si dice il tuo nome.

Il mio, sotto silenzio. Una coperta dai bolli sfilati,

dalle trame stinte, dai margini

opachi

ma viva.

Potessi abbracciarti, sentire che sei,

sentire che sotto alle mani respiri

sarebbe la sera. La sera ci si ama,

e si fa nel silenzio

al nascosto

tra i prati

come gli innamorati.

0 visualizzazioni