• Roberto

Segnata mente

È di cenere in riva a questo mare il contrasto che arriva alla sera consumando il tramonto. Parola non s'apra, mentre il pensiero affonda, e le redini incarnate alla terra rilascino all'uomo un senso irrequieto, un fertile e vano silenzio. Rincorre la manchevolezza il tuono che suona d'assenza e incunea la brace, dove domanda non si menziona. Ardente menzogna raduna gli sfiati, da mezzogiorno libeccio ci aggrada, finché il giacere ci ripresenta, incombusti, dolenti come se il fuoco ci avesse arpeggiato senza sferzarci. L'inferno ci avversa, l'alba ci stona: miseria ci accorda al tramonto, il tempo ci muta ammutolendoci nel frastagliare il lontano orizzonte dove il cielo svapora, nel farfugliare endecasillabi infanti, confusi dall'istante mai dato, dal verso mai nato.

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Portami ancora alla casa sul mare, a quell'avamposto della mia infanzia dove i miei sogni, in un giorno d'agosto si diedero ai tuoi. Era un rifugio, o forse trincea per il maroso franto ogni nott

Rumore

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