• Roberto

Senza parlarne

Senza parlarne

Mi concederò

un’ora o poco più

per dire “lontano”. Devo

mettere polvere tra gli scaffali

disordinarmi, dar nebbia sui vetri

farmi notte

e silenzio.

Per strada una cieca mi chiede il cammino

se è giusta o sbagliata la curva che indietro

ha preso alla strada. Un vecchio m’afferra,

sorriso d’antico, vorrebbe un bicchiere

per metterci dentro spiragli di fumo.

Il saltimbanco mi lancia il suo gioco,

non l’ho tra le mani, evapora lento

come un destino. Piano l’infante domanda

il suo senso, stirandosi il moccio

sulle ginocchia. Rispondo alla guida

che il vento mi sfianca e la marcia

è ridotta, risponde “si può”.

Lontano, pensarti

s’incunea alla vita.

Lontano, tra gli occhi

si vede la vita.

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