• Roberto

Senza risvolti

Pagine bianche

sfogliate,

un libro intero, senza l’ultima,

senza la prima. Strano è pensare

che tutto ci sia, là dove è nulla.

Stempero un lapis, poi scrivo

sui muri di casa. Dalla finestra

le ombre allungano dita che sfogliano,

sfogliano

come d’autunno.

“Le auguro una buona giornata”. A me. Che di giorni non vedo il rumore, che incastro i minuti, che stranisco le notti. Cambiare le lenzuola. Rimestare nel frigo. Prendersi cura di ogni abitante. Me incluso.

Mi chiederanno dove ti ho incontrata

e ogni risposta sarà un nuovo luogo,

in un altro tempo. Chiederanno che sia

questo strariparsi tra i luoghi, questo

disarcionarsi nel fango

oltre gli argini

che tracciano il tempo.

Mi guarderanno le mani, i capelli,

ogni centimetro di pelle e di inchiostro

fino a concludere che sono un folle

o un contastorie,

e poi scruteranno fino ai vestiti

per scoprirmi giullare.

Spoglierò il loro re,

oltre me

fino a te.

Chissà se nel loro opaco sentire

sentono la voce

che non c’è.

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