• Roberto

Servo crine

Dirti, negli occhi

dirti questi occhi

e un cielo già plumbeo soccombe alla sera

mentre la fiamma alla brace s’arrende.

Sopire l’istinto, fermare la brama,

madidi scalpiti d’altri puledri

richiamano a terra, al gelo di biada,

al servo nitrire verso una gabbia

che cela alla luna. Essere ancora,

essere allora,

essere ora.

Un tempo sospeso s’appende distratto

a fili di vento. Un’altra stanza,

dove un accordo rinfuoca la notte

accoglie le mura di una parola,

che lenta sI spiega, e rade la nebbia

facendo stropiccio di ogni sentire.

Gli occhi s’imperlano, a fronte del senso

e del suo naufragio.

Brado galoppa

nel nero mantello.

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