• Roberto

Sguardi nel tempo

Non c’era la pioggia e il tempo passava

tra le finestre e gli steccati

divisi dall’uomo. Era un momento,

e noi guardavamo. Sì, sapevamo

rubare gli scampoli all’eternità.

Inseguivamo anche la neve

bugiarda d’estate,

e vagliavamo le rive d’agosto

per ritrovare la consistenza

dell’ombra del mare che attende il tramonto

nell’impazienza.

Ci si poteva ancora pensare

a navigare, a rischiare la pelle nel sale

e a rinchiudersi dentro alle stive

quando di fuori infuria tempesta.

Ci si poteva ancora guardare

e immaginare che il cielo, a novembre

sarebbe rimasto senza menzogna.


Dimmi tu cosa vedi, ora che è sera

quando sollevi i tuoi occhi dal sogno

per scorgerti alba, che il sole riscalda

figgendoti a un giorno che buca

anche il cuore.

Qui, sul ponte che non c’è mai stato,

la nebbia ormai s’alza e mi toglie dal petto

anche il respiro, e l’ombra m’avanza

guardandomi gli occhi.


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