• Roberto

Silencio

Di giorno il poeta s'aggira e il suo lembo di notte inoltrata s'imbeve alle ombre di uomini e amori lasciati per strada, al passo inciampato dei marciapiedi trafitti e feriti dal vano rincorrere di silenzi rabbiosi. Le sfiora nel vento che storma tra i salici soffiando la polvere dal pelo di stagni che un tempo eran mari, dove salsedine ancora ricorda quello che brucia e non si consuma. Sfioriscono lente le ore dall'alba, finché le nubi accorse ai pensieri s'accalcano vuote sull'orizzonte a richiamo del sole. Ponente è sul mare, dal mare viene insieme al tramonto, la sera.

Risplende all'incanto di un tono di zagara la prima parola seduta allo specchio scoprendosi verso, riflesso di anime accolte e portate accanto al dolore di un'anima persa tra le parole.


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