• Roberto

"Sommerso da morte prematura"

Passaggi infernali di luci asfaltate accendono il grembo di notte, già è sera. Tramontano smalti, s'incrociano al petto i tesori celati del tempio, al ricordo e le unghie si graffiano tra le corsie di scene girate al centro del vento quando le acque sparivano invano al timido sorgere dei marciapiedi e la luna adombrava lo scambio di fedi al chiaroscuro di mani straniere. Stride sirena, un canto l'ammalia mentre la gomma struscia d'asfalto un ebano chiaro, orlato di gemme che paiono occhi incisi nel cielo: verrà a consumarti, ancora una volta s'aprirà quella porta che dentro ha un poeta, una voce nascosta che il volto dell'Altro vorrebbe imitare, ma che non conosce. Risuona il tuo tacco all'umile gelo dei tredici gradi d'un calice nero, solo la pena ti guarda a quell'uomo

"Sono la pecora, sono la vacca..."

e la voce, la voce, lei sola consola.

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