• Roberto

Terra

Fermarsi, su quel crinale,

mentre il gelo increspa anche l’aria

e la notte scivola fino

al bianco di luna.

Fermarsi e sostare, togliendosi gli occhi,

lasciando il respiro a tremare tra i rami

fino all’ultimo sorso.

Un’ape ti annusa. Sai di fresco, ne conosci l’inverno. Ho lasciato il cappotto a un altro ieri, ne troverò alberi, e saranno futuro. C’è da temere, tra le spine che graffiano il viso. “Vieni anche tu?”. Forse, già ora, un sentiero piano cammina.

C’incammina il silenzio, l’essere

spogli senza orizzonti,

lasciando che il mare

sia e ci porti

dove non ci siamo incontrati.

C’è un porto da salutare

e armi affilate da deporre. C’è l’aria

da respirare

anche ora

che le valigie sono chiuse

e poco, qui resta, ben poco

a terra, tra la terra.

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