• Roberto

Toccarti. (Non essere un concetto)

Pensarti,

davanti a questa assenza di vento

è una spina che mi sanguina il labbro,

dove più ti vorrei.


Un gatto al balcone riepiloga i giorni passati. Manca uno ieri, ma si liscia il pelo. Ascolto le donne che aspettano un vecchio tranvai, le ha dimenticate giù al porto cinquant’anni fa. Anche loro parlano il tuo nome, nemmeno fosse un sabato qualunque, o una chiesa. Una goccia, sul viso. Né pioggia, né lacrime. Una goccia che non proviene. Ma c’è.


E pensare a come dev’essere

evaporarti accanto

mentre mi guardi, o guardi altrove,

poco m’importa, se c’è quell’accanto,

di cui non saziarsi, perché resti

una spina che punge ogni giorno

tra un pasto e il digiuno.


Pensare al volere d’un uomo,

non riuscirlo a parlare, ma

vederne qualcosa,

uno sfumo senza contorni,

senza circoscriverne il senso,

perché, da lontano,

o dal respiro

rimanga il tuo volto.

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