• Roberto

Un fiore tra i marciapiedi

Ad occhi chiusi m’inebrio di notte

chiusa a un bicchiere. Oscilla, il vino.

Resterà sulla strada, a sognare

senza che labbro ne gema. Accarezzo

ogni singolo respiro che muove i miei passi.

Un girotondo a spirale al centro di te. E ti sposti, e t’incontro.

Fermarsi soltanto per fare

un vorrei.

La sciarpa del musico copre una breccia. L’asfalto è crepato, e insieme è morta anche la società. Anche i palazzi hanno ormai traslocato e le strade sono già piazze. Brulicare di nomi divelti e permessi di fare. “Che cosa?” Ti guardo e ti vedo, ma solo per poco, finché il lampione perde anche il gas. Rimane la cera, parola d’antico

che si fa luce. “Io e te”

Tornare a scrivere sul fare dei sogni

quando la notte si è presa ogni parola

e si dice soltanto un poco di vero, tra molto

di vero. Tramontano gli occhi.

A domani.

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