• Roberto

Un’ora alla vetta

E adesso, che gli occhi si spengono

davanti al drappo dell’illusione

e si torna a guardare nel nero

delle nostre pupille accecate.

Adesso, che il tempo più non si sente

mentre il sudore c’imperla

per la fatica di respirare

davanti a quest’ansa,

su questa cima di pietre assassine

dove il mio e tuo silenzio

videro il mare. E adesso,

che non è allora, che non è quiete,

ma solo cenere evanescente

del fuoco dell’hybris.

E tutto è ormai calmo, dormiente,

come il sonno di placida notte

tra braccia di madre,

ma è solo apparenza, adesso

che anche il dolore si scrive

con altri e più nomi. È adesso

che ci si chiede senza più fiato

cosa ci sia, là dietro, nel mondo

sottratto dagli occhi che conoscevi,

quale discorso segni le strade,

quale pensiero tracci un incontro,

quale singulto tocchi le mani

mentre la pelle, di notte, si sfiora

tra sussurri e grida. È adesso,

non ora, che ci si chiede

senza capirsi.

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