• Roberto

ventre

vorrete vedrete vetrate verrete venate vantate varrete ventate


Scivola lento dal capo il cuscino e già il riposo m’è vano. Incerto sonnecchio, non prego, divago dentro al sognare che m’era vicino soltanto ieri. L’età disavanza dai singoli giorni in attesa di un tempo che chiuda la stanza, imploda le mura. Frastuoni lontani imbevono pioggia e il giorno è scorciato, il pensiero rapito, l’assenza è presente, e si chiama all’appello senza mai dirsi, ripiega il capo di chi ascolta.


sera sarai assorta assalita serra di sale sale la sera scivola lenta nel

nulla

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