• Roberto

Vertigo (Labbra dischiuse)

Come dire che questo vagare,

questo scrutare dinanzi ad un vuoto,

questo indugiare su passi avanzati,

su orme insabbiate, su tracce svanite,

questo cercare tra gli occhi uno sguardo

che ci chiami per nome, e allora sostare,

ma soltanto un poco, per rifiatare

inspirando la neve che profuma di casa.

Come dire che questo sognare

e poi ridestarci senza sapere

che cosa sia vita,

che cosa sia cosa,

questo varcare incessanti

la soglia del senso, per ripiegare

su ogni silenzio,

sul già ripetuto.


Questo dirci d’amore senza mai darci.


Questo darsi una notte senza più dirsi.


Questo vano

perpetuo sperare

che è il solo respiro rimasto

dinanzi a quest’onda.

Come dire che questo,

tutto questo

mare

siamo noi,

prima o poi,

prima e poi.

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