Percorrendo il sintagma

February 23, 2013

Inevitabile appare

il ritratto della donna seduta

un poco di sbieco

perché sia il profilo a nascondere

i nei del suo volto.

Graffia stridente il lapis

su un ritaglio di carta cotone

che altrove una sorte migliore

avrebbe destinato,

ma qui non v’è luce

a dissecare le tinte rapprese

sul fondo di una sacca militare.

 

Si volta, e capovolta

non rivede il solito specchio

che conforta la sconvolta mattina:

quasi si scusa

adducendo a pretesto la sera,

poi lo paga, per ritirarsi,

e smontando l’orma del viso

s’avvia, in tralice,

restringendo tra le mani

il declino di chi l’ha guardata.

 

La notte non ha altri colori

all’ombra del Santuario.

All’ombra di un cielo

tratteggiato dal bianco e dal nero

qualcuno rimane, e s’attarda

cercando tra i segni lasciati

da chi scrive.

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