άμαρτία

September 1, 2016

Affine sentire la riva,

il limite al quale l'acqua trasmuta

in nulla. Rumore d'alghe, d'infranta

finalità. Ci scuote, incomprensibile

all'anima che abbiamo cercata,

dove, illusi, ci siamo arrestati.

Colpevoli, com'è colpa chi ama

senza temere l'anfratto del tempo,

un mite segugio che calca e sorpassa

mostrando la coda, ritta, all'erta,

biforcuta. Due strade, ma non questa

è la via. Il cammino è un percorso

per due mani d'altro, destra e sinistra

di uomo e di donna. Affianco, le ombre

e la calura, timore di un sole che spacca

l'innesto più abile, la talea più fine.

Germogli, forse, saremo. Per ora

sepolti.

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