Ora riposa (Altrimenti)

September 28, 2016

Non ci saranno nemmeno le rose

e quel loro senso ingiallito

                                                (trionfo d'autunno)

né i melograni, i gerani, la salvia,

le campanule, il rosmarino.

Non ci sarà il privilegio

di un sugo scaduto, né il lusso

di piatto sbeccato, di una sedia scomoda,

delle lampade di maiolica

                                              (ricordi di madre)

che s'accendevano al giorno e la notte

consumando spegnenti stanchezze.

Non ci saranno le matite, né i morsi,

i libri indistinti, ormai indistinguibili,

senza mai polvere e nemmeno la polvere

farà il suo starnuto gracchiante. Non striderà

più la porta del frigo, e la trama

di quest'assurda e meschina tovaglia

non urterà più lo sguardo di alcuno.

Non ci saranno i rami intricati, né le viole,

coi loro pensieri e anche l'alloro perderà

il suo posto, accanto alla radio, dov'è ora,

dove non si credeva che sarebbe mai stato.

Fioriranno gli inverni, ma soltanto fuori,

e il tempo non si chiederà più

chi si chieda cos'è, a chi non appartiene

e si scaglierà, disperato, ingrato,

dalla rupe che giace, in vetta a quel mare

orfano d'onde, in mezzo al deserto.

Resterà ciò che non hai lasciato,

l'incredibile realtà di un'assenza

che porta il mio nome.

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