Borotalco

November 2, 2016

Vago pensare ai cipressi, alle rose
alle altere calendule, ai giacinti,
al timido fiore del melograno,
quando è la sera. Si celebra ancora,
ma l’altare è senza quell’ombra
gradita al divino. Scompare 
il cenacolo, il desco e l’ospitare
si arrende alla solita cena. 
Banale è il profumo del tempo
se non c’è chi lo trama, tra gli stami,
tra le radici che mutano in rami
e affondano a terra le foglie
perché bevano, alla sorgente,
tutta la vita, nel suo letamaio.
All’angolo del davanzale
davanti alla casa, una casa.
Un padre, una madre,
un padre che fa da madre
una madre senza più un padre
che ha perso la madre ed il padre
nel darsi la vita. Fuggita. Fuggita.
Antinomia del tempo, la sera
diserta anche i colli: qui è l’infinito,
nella piana che un ritaglio di rena
ha inciso al suo mare.

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