Mezzanotte (silencio)

November 9, 2016

Accomodati, una fila in platea
è prenotata. Avrai il tuo pianto,
un'alcova blu notte, blu labbra,
blu ciglia. Sipario si leva, due gesti,
le maschere. Orpelli, battute, finzioni.
Funzioni della nostra realtà, 
le parole che attendono, possono attendere
di fronte agli sguardi
(ma quale è il colore?)
dinanzi a una voce 
(ma quale è il colore?)
che indugiano lenti su un anello di lische
attorno all'abisso. 
C'è l'uomo. L'uomo non sa. 
L'uomo ha la lingua, non le parole
per dirne il colore.
E le mani s'intrecciano sul viso,
tremori di barba, di pelle l'assalgono,
l'assale il pensiero di avere, 
di aver solo perso. Perso ogni parola.
Dispersa nell'uomo, ogni donna
ha riverso nel grembo quell'uomo.
Verso ogni parola, hanno rispetto
come gli attori, del blu di un cobalto
che non è di occhi, non è di cielo,
un frammento forse del nulla
che entrambi credevano nero.
Al cospetto del blu, 
che nulla significa, che a nulla appartiene,
nemmeno a due occhi.
Non al passato, non al tempo
né al dove. 
Si alza il sipario, una nube
dissolve la volta del cielo,
celeste, ma non è più giorno.

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