Giroricamo

February 22, 2017

Assieme ai fantasmi ridanza la notte
attorno alla sedia svuotata dal tempo:
era lì, era ieri, suonava alla musica
il suo canto muto e parola fendeva
cicatrici di ore, svellendo la pelle.
Disegna sul ramo un'altra clessidra
mentre rigurgita ancora una nota,
l'ha vista, la vita, moriva ogni giorno
nel suo fuoco opaco, e fertile cenere
lasciava alle braccia tese nel vento,
due grida di orfano che si chiede il perché.
Ricalca la mano la traccia del padre
che non si rinnega, che sempre si nega
fin dal vagito: sia madre a nutrirlo dal seno,
del senso, sia madre a coprirlo di voce,
del nome, così sia protetto, sia retto, sia l'oro. 
Due occhi bugiardi ora squadrano il cielo,
l'amore, la morte, confondono il nulla
che s'è ritrovato al posto dell'anima,
la sola richiesta che fece, nel pianto,
                                                                  il suo primo
sterile grido d'inutile amante.

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