Segnata mente

March 29, 2017

È di cenere in riva a questo mare 
il contrasto che arriva alla sera
consumando il tramonto.
Parola non s'apra, mentre il pensiero
affonda, e le redini incarnate alla terra
rilascino all'uomo un senso irrequieto,
un fertile e vano silenzio.
Rincorre la manchevolezza
il tuono che suona d'assenza 
e incunea la brace, dove domanda
non si menziona. Ardente menzogna
raduna gli sfiati, da mezzogiorno 
libeccio ci aggrada, finché il giacere 
ci ripresenta, incombusti, dolenti
come se il fuoco ci avesse arpeggiato
senza sferzarci. L'inferno ci avversa,
l'alba ci stona: 
miseria ci accorda al tramonto,
il tempo ci muta ammutolendoci
nel frastagliare il lontano orizzonte
dove il cielo svapora, nel farfugliare
endecasillabi infanti, confusi 
dall'istante mai dato,
dal verso mai nato.

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