Fa(‘)re_spirare il vento (indedicato)

March 31, 2017

A te parlerò, senza saperlo
di queste mie notti, che sorgono all’alba
da un cielo bucato, privo di segni.
Saranno parole, soltanto parole,
incise nei prati che osservo, ogni ora
dalla finestra da cui t’affacciavi
per dire alla luna. Saranno silenzi,
i miei versi,
ricami inclinati a sbordare il confine
imposto dal corpo. Ti parlerò ancora,
senza capirlo, senza mai dirmelo
prima del sonno, quando il mattino
s’incastona al tempo, e sveglia le fiabe
strappate dal senso del c’era una volta.
Vedrò quelle pagine, dove hai lasciato
manciate di virgole e apostrofi sparsi,
grammatiche vane di sere passate
a leggersi gli occhi, più che la mano:
fermo era il tempo, senza futuro.
Ti parlerò e sarà al presente,
ora che il suono riecheggia nel nulla
si concreta il verbo dandosi un modo
tra la speranza e il tenue ricordo.
Sfuma la cera, sfianche candele
aleggiano lente sopra alla pelle
sfiorandola appena: sferza di fuoco
incendia le labbra, lo sguardo è sospeso
dietro al tramonto.

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