Diario de un revolucionario

August 29, 2017

La musica assorda, 
avrà anche lei non più di vent'anni 
ma il fumo le si consuma
già tra le dita. Ne stringe il rimando, 
un resto consunto, spoglio
                                         abusato
(baby I was there for you)
un pugno nel cielo dimenticato 
(and I feel, I feel I was there for you)
ora che tutta la storia è finita
e il discorso d'un tempo si ferma.
Termini, fini. Lente carezze sopra alle mani
struccate, innocenti
bambine. E la terra è un'isola vergine
un calco d'indigeno sopravvissuto, 
s'aggrappa ai capelli 
                                alle orme
al piacere di un'ora sottratta
al ritmo di reni della marea,
di solite onde. Insolita lingua
esplora ogni lembo, ogni angolo
viene spiegato e portato all'oscuro.
Rompe il silenzio 
                            un gemito
breve. Poi l'incanto risuona
rintocchi scadenti, 
senza più pace.
 

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