io ero

September 25, 2017

già ma cosa
un io non un altro io
                                     che non sono
ero qui dove ora
sono senza più 
altro che
                 io


Gravida luna sottaci orizzonti 
e disperati richiami del tempo 
ora che è notte e la voce consola.
Nell’eco di un sogno spera la sera
che si dipana dal mare in tempesta
mentre l’aurora attrae altri illusi.
Vuota la veste di pelle lontana,
vuote le ciglia di sguardi perduti.

 

io 
     ero ancora dove sono 
ora ma più che io possa
                                            essere
altro che altro che io
senza più essere l’io che
sono


Pallide stelle svanite al ricordo 
d’una sembianza che sfuma nell’alba
quando la carne si morde il respiro.
Nella domanda segreto si cela,
maschera vana che cede allo specchio
ogni altro inganno di questo apparire.
Vuote le labbra d’ogni altra parola,
e il transitare dal pensiero al cuore

mi polverizza
                         quest’io
fugge fugace da me che non sono
più io 

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